una storia, una notizia, o qualunque cosa valga la pena di essere raccontata



giovedì 16 settembre 2010

COMPLEANNO IN CASA WARNER: WILLY E BEEP BEEP FESTEGGIANO 61 ANNI


Wile E. Coyote (conosciuto in Italia anche come Vil Coyote e spesso chiamato erroneamente Willy o Willie a causa dell'assonanza col nome originale) e il Road Runner (Beep Beep o Bip Bip) sono personaggi creati da Chuck Jones nel 1948 per la Warner Bros. Il primo cartoon dedicato esclusivamente ai due personaggi risale al 16 Settembre 1949 con l'episodio Fast and Furry-ous. I due personaggi dei fumetti quindi festeggiano oggi i loro primi sessantuno anni.


Video (storico) Willy acchiappa Beep Beep

Ferrara in «biga» E così la vita non ha più salite



Per vedere un ferrarese pedalare in salita bisogna mettersi all’angolo tra via Spronello e via Baluardi dove, incisa su una pietra di marmo pentagonale, campeggia nei secoli un numero che dice tutto: 11 metri e 80 centimetri sul livello del mare. È il punto più alto del centro storico. E c’è chi giura di aver visto più di una signora scendere dalla bicicletta, intimorita da quel gran premio della montagna. «Viva la biga» hanno scritto in gesso su un vecchio muro vicino a corso di Porta Reno. E non è il refuso di un goliardico sporcaccione. In dialetto ferrarese la biga è la bicicletta. Che qui è molto più di un mezzo di trasporto: uno stile di vita, un moto dell’anima, un modo di esserci. Lo scrittore Flavio Bertelli, nel suo «Mi, la guera e la bicicleta», raccontò con fare serioso dell’ambiguo rapporto tra i maschi ferraresi e la biga: «Fra mostrarla, sfregarla, lucidarla, trovarne dei nomignoli e farle dei complimenti, è un’impresa che dà a tutti una specie di malattia. E le donne si ingelosiscono... Sentono questi deficienti che chiamano la bicicletta con nomignoli tutti fiorati: la spicciola, la biga, la generosa, la cicla...».


Una famiglia senza bicicletta qui rischia di finire sul giornale: fa notizia. Ogni ferrarese, stando ai dati comunali, possiede 2,8 bighe. Roba da far invidia agli abitanti di Copenhagen, che quanto a due ruote vincono il Pallone d’oro. «Io ne ho una per andare in centro, una per girare le mura e l’altra da corsa», dice Gian Pietro Testa, scrittore ed ex inviato di Giorno e Paese Sera, che racconta con divertita perfidia la scenetta «dell’azdora, piccola e pasciutella, che quando deve fermarsi non usa i freni e nemmeno i piedi: fa un balzello in avanti con il sedere e puntualmente infila le gambe del povero pedone». L’hanno messo perfino nei cartelli segnaletici: «Ferrara città delle biciclette». L’anno scorso hanno disseminato il centro di convegni, eventi, mostre. Hanno un centinaio di chilometri di piste ciclabili. E nel 2010 passerà il Giro d’Italia. Anni addietro, ci fu un’intera giunta, sindaco più assessori, che, vuoi per piaggeria elettorale o per genuina convinzione, sostituì le auto blu con le biciclette blu. I ferraresi apprezzarono il gesto, anche troppo. Tempo qualche mese e delle nove Viner blu non rimase che il ricordo: tutte rubate.


L’ex sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale
«Viva la biga», e attenti ai refusi. Come dice Testa, «la bici viene vissuta come uno strumento di licenza con il quale si può fare tutto». «Per il ferrarese — ha scritto l’ex sindaco Gaetano Sateriale - è un’estensione del proprio corpo con cui disinvoltamente sale sui marciapiedi, percorre con naturalezza le strade contromano ed entrerebbe, se riuscisse, anche nei negozi a fare la spesa». Guai non guardarsi le spalle quando giri per il centro. «La prima volta che i ferraresi videro i velocipedi — scrive Giorgio Mantovani — fu nel giugno 1870 quando sul pubblico passeggio del Montagnone dodici modenesi, vestiti come fantini, si sfidarono su bicicli di legno con le ruote cerchiate di ferro». La caccia al pedone iniziò praticamente allora con furiose reprimende da parte delle locali autorità contro «i signori velocipedisti». E i primi caduti: come il conte Orazio Avogli, che «non avendo udito il segnale del campanello, fu travolto».

corriere.it

mercoledì 15 settembre 2010

"Portavamo il tricolore a Venezia insultati dai leghisti, identificati dalla polizia"


Denuncia di un consigliere comunale della Lista 5 stelle: "In una decina avevamo 2 bandiere italiane durante la festa della Lega e per questo siamo stati fermati mentre i militanti del Carroccio inveivano"
"Fermati ed identificati dalla polizia per avere con noi il tricolore. Insultati e derisi da decine di leghisti esaltati ed urlanti - rischiando il linciaggio da parte di questi ultimi e una denuncia (per manifestazione non autorizzata e per aver provocato disordini) da parte della polizia". Questo, secondo la denuncia di un consigliere comunale di Venezia Marco Gavagnin della lista Cinque stelle e del Blogger Paolo Papillo di Informazione dal basso che domenica scorsa, durante la Festa dei popoli padani hanno voluto provare a vedere cosa sarebbe successo a passeggiare per il capoluogo veneto con indosso una bandiera italiana. Il risultato per quanto sorprendente è descritto da loro stessi: "Siamo stati identificati noi, non quelli che ci insultavano; e ci avrebbero senz'altro aggrediti, se non ci fosse stato il cordone di polizia a proteggerci. Ci hanno cacciato, accompagnati distanti dal luogo della manifestazione leghista e fatti disperdere. Esporre il tricolore durante la festa della Lega - festa che vedeva presenti numerosi esponenti politici del partito e lo stesso Ministro degli Interni - è diventata una provocazione politica".

"Eravamo in una decina - raccontano - ci eravamo incamminati lungo il ponte dopo il quale iniziava a svolgersi la manifestazione leghista, ci è stato impedito da agenti in tenuta antisommossa e da uomini della Digos di proseguire verso Riva dei Sette Martiri e Via Garibaldi: luoghi paradossalmente scelti quali teatro della manifestazione di questa forza di governo che non si riconosce nei simboli della nostra Repubblica e ne disconosce la storia scritta nel sangue di tanti patrioti. Sì, perché i sette martiri veneziani a cui è intitolata la riva sono partigiani morti durante Resistenza al grido di "viva l'Italia".

"Subito dopo - continua il racconto - decine di leghisti (uomini e donne, vecchi e giovani) ci hanno spintonato e strattonato, cercando anche di sottrarci le telecamere; ci hanno insultato anche pesantemente, con vari improperi che andavano da "pirla" a "cretini", da "pagliacci" a "omossessuali" e "culattoni". Naturalmente ci hanno accusati di essere "comunisti", dei "rompicoglioni", o più semplicemente dei "lazzaroni": "andate a lavorare!" ci dicevano, "andate a casa!"

"Questi però - si lamentano - non sono stati identificati. No. Eravamo noi - quelli col tricolore - l'anomalia, quelli fuori posto, i sobillatori. Mentre loro - quelli che inneggiavano alla secessione, i fautori della "padania che non c'è", con le magliette e gli striscioni con la scritta "padania libera" - erano quelli normali... un completo ribaltamento di senso!".

la repubblica.it

BENZINAI SCIOPERO REVOCATO


Complimenti vivissimi ai benzinai , prima annunciano lo sciopero, poi aumentano i prezzi, poi ci fanno fare il pieno e poi candidamente dichiarano "Accordo trovato, revochiamo lo sciopero...".. Mah che paese strano il nostro.............

"LAUREA HONORIS CAUSA ZANZARAS" IL TITOLO VA A TONINO A'GERMANIA


Il professore in scemitàlogia applicata Escag Marescas ha scelto di consegnare una "Laurea Honoris Causa Zanzaras" all' esimo collega il Dott. Antonino Di Maio. I due illustrissimi professori hanno annunciato di aver instaurato un attivo rapporto di collaborazione, il signor Di Maio entrerà a far parte ufficialmente della redazione di scaccialazanzara@blogspot.com

SORRENTO: IL PUNTERUOLO ROSSO CONTINUA A MIETERE VITTIME



Il punteruolo rosso il fastidioso insetto terrore di tutte le piante, sembra essersi particolarmente accanito con le Palme sorrentine. L' ultimo “rosso” della penisola ha praticamente distrutto quasi tutte le Palme site in Piazza Sant'Antonino a Sorrento, proprio difronte al palazzo comunale. Se è vero che ancora non si è riusciti ad adottare misure concrete per eliminare quest'insetto è anche vero che sicuramente il problema “punteruolo” è stato trascurato e sottovalutato dalle varie amministrazioni. Alcuni esperti, hanno infatti dimostrato che una corretta profilassi, un monitoraggio continuo da parte di Osservatori fitosanitari e il mantenimento delle palme in buone condizioni sanitarie, permetterebbe intervenendo precocemente sui focolai d'infestazione di evitare l'espansione del fitofago. E' stata quindi l' incuria e la superficialità dei nostri rappresentanti comunali nei confronti delle tematiche ambientali a causare lo scempio di Piazza Sant'Antonino e la diffusione a macchia d'olio del punteruolo.

zanzared

MA VAFANCULO