una storia, una notizia, o qualunque cosa valga la pena di essere raccontata



mercoledì 2 settembre 2015

Mio figlio è stato il primo ad essere registrato come Jordi in Catalogna.




"Nel 1973 scelsi di andare al Barcellona. In Spagna c'era ancora Franco. Ma la Catalogna, come i Paesi Baschi, era una regione contestataria del potere centrale. E il suo spirito di ribellione alla dittatura mi conquistò il cuore. Tanto che, quando nel febbraio del 1974, ad Amsterdam nacque mio figlio, volli chiamarlo Jordi, come il patrono della Catalogna. All' anagrafe spagnola non lo volevano registrare.
"Si chiama Jorge" mi dissero. "Non lo si può registrare come Jordi. "E io risposi: " Ma l'ho già fatto in Olanda, allora se non lo registrate qui, non é un mio problema. Sui documenti c'è già scritto Jordi, se volete copiate o se no inventatevi un altro nome.... ".
Mio figlio è stato il primo ad essere registrato come Jordi in Catalogna.


(Johan Cruijff)

NAPOLI, TRA CALCIO E STORIA.



NAPOLI, TRA CALCIO E STORIA.
|La "Creatura" di Achille Lauro nacque a Villa Angelina a Massa Lubrense. |


Nel 1935, nel periodo fascista, il federale della città decise di offrire i titoli di proprietà della società calcio Napoli ad Achille Lauro per trecentomila lire (all' epoca una cifra importante).
Dopo la morte di Ascarelli, i fascisti pensarono di affidare la squadra ad una persona vicina al Duce. Il compianto presidente, infatti era di origini ebree e per lo stesso motivo lo stadio a lui intitolato fu chiamato successivamente "Partenopeo".


Il federale preannuncio' la visita a Villa Angelina affermando di avere una creatura da affidargli. Il Comandante, tra dubbi e incredulità, pensò si trattasse davvero di un neonato. Fece preparare, così, da donna Angelina una culla, sistemata con cura in una camera accogliente e luminosa della bella e spaziosa villa di Massa Lubrense.
Tra lo stupore dell' uomo e la prontezza del dirigente, il Comandante accolse la proposta inattesa del federale. Quella creatura di cui prendersi cura non aveva né testa né gambe. Era il Napoli, orfano del suo presidente Ascarelli. Quella creatura era una borsa contenente i libri, i timbri, e i documenti vari che rappresentavano il Calcio Napoli. E' l'inizio della lunga epoca laurina del sodalizio azzurro.
Achille Lauro alternera' la carica di presidente effettivo e onorario fino alla morte, per quasi cinquant'anni e anche quando il Napoli non era più nelle sue mani dal punto di vista azionario, lui si sentiva sempre il padre di quella creatura nata a Massa Lubrense.

Fonte:
Achille Lauro il Comandante tradito.
Di Corrado Ferlaino con Toni Iavarone.

PALLANUOTO, ITALIA VS SPAGNA CON VISTA SUI FARAGLIONI



Giovedì 3 Settembre,
la sfida di pallanuoto maschile tra
Italia v/s Spagna, si giocherà a Marina Piccola (Capri) davanti allo stabilimento "La Canzone del Mare ".
A partire dalle 17. 00 collegamento in diretta su GazzettaTv.

*Nella foto il campo di pallanuoto che ospiterà l' incontro.


venerdì 21 agosto 2015

William Poths e i pionieri del Calcio a Napoli

TRATTO DA: -Federico Quagliuolo http://storienapoli.it/

Il porto di Napoli, conservando la sua tradizione millenaria, nei primi del ‘900 era fra i più attivi e ricchi in Europa ed intratteneva numerosi scambi commerciali con ricchi imprenditori inglesi, che avevano le loro sedi legali a Via Marina e dintorni. A Porta di Massa, in un ufficetto della ricchissima linea di crociere Cunard Lines, lavorava un umile impiegato, tale William Poths, che nel 1903 convocò alcuni amici in un momento di noia, proponendo loro un gioco: perché non organizzare una partitella a football fra amici, il gioco che sta spopolando in Inghilterra? “Basta una palla, le regole sono facili!” 
William Poths


Un ritaglio di giornale del 1905 che racconta gli episodi di una partita: 
"Le due schiere di giocatori, ciascuna delle quali forte di dieci baldi giovani, hanno dimostrata somma valentia in questo difficile giuoco che consiste nel ricacciare mediante colpi, dati per lo più con i piedi, una palla nella porta (vano) del campo avversario. La partita è durata per più di due ore,interrotta soltanto di quattro riposi di pochi minuti ognuno; e sarà continuata in altro giorno, da stabilirsi, per la gara decisiva." 

La sera stessa, stanchi dopo una giornata a smistar carte e spostare casse sulle navi, dieci impiegati invasero la pizzeria di Guglielmo Matacena a Vico Sanseverino: una strana accozzaglia di inglesi, svizzeri, olandesi ed italiani che, con accenti storpiati, stracci cuciti sui pantaloni e pochi soldi in tasca, per la prima volta parlarono nella lingua più conosciuta al mondo, quella del pallone. Con il vigore e la convinzione di un giocatore consumato, Poths tenne un lungo monologo raccontando regole e storia del calcio inglese, mentre al tavolo sedeva sorridente un tal Mario Bayron, un ex calciatore del Genoa, che raccontò agli amici le sue meravigliose esperienze nel neonato Genoa Football. E, come nel più inaspettato cliché, calcio, mare e pizza si unirono per dare origine alla prima squadra della città di Napoli, con un pizzico di Genova. Il giorno dopo, quasi come se fosse stato un duello fra uomini d’onore, si ritrovarono una decina fra straccioni e ricchi impiegati in un campetto in terra battuta e pieno di sterpaglie nel luogo più malfamato di Napoli, il Mandracchio. Dopo il primo calcio al primo pallone nella storia di Napoli, in campo i giocatori perdevano identità: il manovale passava il pallone all’operaio, lo scribacchino parava il tiro al marinaio inglese che, vedendo i suoi compagni giocare a football, interveniva nella partitella: i partecipanti diventarono sempre più numerosi e tutti erano ammessi al gioco. Era nato il Naples Football and Cricket Club e la prima partita “internazionale” fu giocata contro i marinai inglesi della nave Arabik. Anche il popolino trovò interessante quello strano spettacolo così democratico: dopo le prime risate di qualche ubriacone, le donne iniziarono ad urlare scandalizzate nel vedere che uomini a torso nudo urlavano in un campetto di sterpaglie rincorrendo un qualche oggetto che riuscisse a rotolare. Così, il primo pubblico fu proprio quello dei contestatori: cominciarono a volare gli sputi, le battute e la frutta marcia sui giocatori che, pur di non rinunciare al loro passatempo, decisero di spostarsi. Quasi come una sorta di Fight Club del pallone, i marinai furono costretti ad abbandonare il campetto del Mandracchio e si trasferirono a Capodichino, in un luogo abbandonato che i Borbone utilizzavano per le parate militari, il Campo di Marte che, qualche anno dopo, diventò l’Aeroporto. Dopo una iniziale diffidenza, il football conquistò tutti: iniziarono a nascere in ogni luogo della città campetti da calcio, con porte di fortuna e giocatori improvvisati: dai ragazzini ai nuotatori ai professionisti, il terreno d’incontro preferito diventò la Pignasecca e cominciarono a sorgere come funghi decine di squadre cittadine, fra cui la Juventus (di Napoli!), il Savoia, la Puteolana 1909 e la Internazionale (che nacque proprio da soci dissidenti della Naples Footbal). Le partite cominciarono a giocarsi regolarmente, in veri e propri tornei, tutte disputate in un campetto di sterpaglie ad Agnano: i posti a sedere costavano 50 centesimi e servivano a pagare le maglie ed i palloni. Così, come passatempo, i giovani nobili della città, pagavano con piacere il prezzo per assistere allo spettacolo. La prima rosa ufficiale fu composta da: Kock, Garozzo, Del Pezzo, Little, Steinegger, Marin, Scarfoglio, McPherson, Chaudorir, Poths, Ostermann. La maglia ufficiale era a strisce verticali celesti e azzurre, colori che, poi, sono rimasti sempre sulla maglia ufficiale del Napoli. Fra gli spettatori più illustri ci fu il il ricchissimo imprenditore Thomas Lipton (sì, proprio il fondatore della Lipton) che, desideroso di creare per la prima volta un torneo di squadre del Sud, decise di inaugurare la Lipton Cup. Fu il primo torneo con un premio in denaro, in cui si sfidavano ogni anno in finale il Naples ed il Palermo.  


Arrivò poi il Fascismo ed il calcio era ormai un fenomeno di costume in tutta Italia, tanto da richiedere una regolamentazione da un regime che faceva dello sport uno dei suoi vanti: fu la Carta di Viareggio del 1926 a disciplinare, per la prima volta nella storia, il campionato di calcio italiano, unificando i campionati di Nord e Sud. Fu ordinato, inoltre, di unire tutte le squadre della città, per formare rappresentative con i migliori giocatori. Così, dal 1926 in poi, la storia della SSC Napoli fu puro amore. 

 -Federico Quagliuolo http://storienapoli.it/


 P.S. una piccola curiosità: il portiere del Naples Football era solito portare con sé una sedia, che metteva all’interno della porta. Quando la squadra attaccava, lui si riposava. Le partite, infatti ,potevano durare anche tre ore.



martedì 4 agosto 2015

"Chesta è Massa dicette Sardella."



Sardella era un pescatore della Marina Grande di Sorrento che faceva da Caronte ai viaggiatori, che, una volta giunti a Sorrento, avessero voluto proseguire per Massa senza dover affrontare la sconnessa mulattiera. Un giorno sbarcò a Sorrento un viaggiatore il quale, pur volendo evitare il percorso terrestre, non era assolutamente disposto ad accettare di pagare la somma per il passaggio, ma pretendeva di pagarne solo la metà. Dopo una lunga ed estenuante trattativa, Sardella "cedette" alle insistenze del viaggiatore, lo fece salire in barca, e incominciò a remare alla volta di Massa.

Giunti a Puolo accostò, fece scendere il passeggero facendogli credere che si trattasse della Marina della Lobra (approdo di Massa Lubrense) e se ne tornò tranquillamente alla Marina Grande.




Da qui nasce la tradizione di dire
 al passaggio davanti alla Marina di Puolo : 

"Chesta è Massa dicette Sardella."



fonte: LE COSTE DI SORRENTO E DI AMALFI

di GIOVANNI VISETTI.
Matrimonio Ultras

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GRAZIE DI TUTTO GIORGIO ASCARELLI



Giorgio Ascarelli, il primo Agosto del 1926 dopo aver riunito tutte le squadre cittadine, fondò il nostro Napoli. Grazie a lui la squadra azzurra poté competere con le corazzate del Nord e fu tra le prime a dotarsi di uno stadio di proprietà : "Il Vesuvio"( nella foto che ho messo in basso, si vede Ascarelli con la maglia a righe mentre posa la prima pietra dello stadio)
Tra i promotori del movimento artistico culturale : Rinascimento ebraico, subì e non poco le intimidazioni del regime fascista, continuando però a difendere a testa alta e con tutto se stesso, la sua creatura preferita:
Il Calcio Napoli.


Grazie di tutto,
Giorgio.