una storia, una notizia, o qualunque cosa valga la pena di essere raccontata
giovedì 4 luglio 2013
Voce e popolo voce e Dio....IL NAPOLI HA VENDUTO IL MATADOR....
Ieri sera al barro, un amico me lo aveva confidato: "Peppì stamm assentì, una fonte certa mi ha rivelato che ormai siamo ai dettagli finali, il Napoli ha venduto Cavani..."
(zZZ)
L' ANGOLO DELLA POESIA: ''NON INCOLPARE NESSUNO''
''NON INCOLPARE NESSUNO''
Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
...
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.
-- Pablo Neruda
martedì 2 luglio 2013
Keith Haring, il Padre dei "Writer"
I lavori di Keith Haring rappresentano la cultura di strada della New York degli anni ottanta. Haring non ha mai smesso di credere che l'arte fosse capace di trasformare il mondo, poiché le attribuiva un'influenza positiva sugli uomini.
BIOGRAFIA
Keith Haring (Reading, 4 maggio 1958 – New York, 16 febbraio 1990) è stato un pittore e writer statunitense. È stato uno degli esponenti più singolari del graffitismo di frontiera, emergendo dalla scena artistica newyorkese durante il boom del mercato dell'arte degli anni ottanta insieme ad artisti come Jean-Michel Basquiat e Richard Hambleton: i suoi lavori hanno rappresentato la cultura di strada della New York di quel decennio.
OPERE
1982: graffiti sullo zoccolo del Palazzo delle Esposizioni a Roma; sono stati cancellati nel 1992 per "ripulire" il palazzo in occasione della visita di Michail Gorbačëv.
Graffito di 6×2 metri realizzato lungo la linea A della metropolitana di Roma, nel tratto Flaminio-Lepanto, sulle pareti trasparenti del Ponte Pietro Nenni; è stato cancellato nel 2001.
1985: interni del negozio Fiorucci a Milano; i murali in seguito sono stati strappati e venduti all'asta dalla galleria parigina Binoche.
1989: murale Tuttomondo a Pisa, su una parete esterna della chiesa di Sant'Antonio Abate; in ottimo stato di conservazione.[2]
Due disegni a pennarello raffiguranti un surfista in una grande onda. Milano, collezione privata.
Un disegno a pennarello nero dal titolo Birth. Venezia, collezione privata.
Senza titolo, un disegno a china rossa e nera raffigurante una donna con in braccio un bambino, dedicata a Francesca Alinovi, che curò la sua prima mostra italiana. Bologna, MAMbo.
Installazione "Three Dancing Figures" presso porta est del Centro*Sesto, Sesto Fiorentino.
(Wikipedia)
BIOGRAFIA
Keith Haring (Reading, 4 maggio 1958 – New York, 16 febbraio 1990) è stato un pittore e writer statunitense. È stato uno degli esponenti più singolari del graffitismo di frontiera, emergendo dalla scena artistica newyorkese durante il boom del mercato dell'arte degli anni ottanta insieme ad artisti come Jean-Michel Basquiat e Richard Hambleton: i suoi lavori hanno rappresentato la cultura di strada della New York di quel decennio.
OPERE
(Wikipedia)
SORRENTO, IL PORTO THE SUNSET - TUTTI I VENERDI'
"...Siamo stanchi di vedere persone che escono dalla penisola per cercare il divertimento, di sentire che il nostro è un Paese per “vecchi” privo di attrattive per i giovani e per i turisti desiderosi di svago.La nostra idea è quella di ...proporre un genere di serata diverso da quelle a cui siamo abituati, un "format cittadino” per rilanciare il porto di Sorrento e restituirlo alla Città. Abbiamo immaginato la splendida cornice di Marina Piccola al tramonto, con il sottofondo musicale proposto da gruppi emergenti, il tutto accompagnato da momenti culturali realizzati attraverso una mostra fotografica e un’esposizione di oggetti antichi che hanno segnato la storia della marineria sorrentina. Accanto a tutto ciò, saranno presenti stand espositivi che pubblicizzeranno le tante eccellenze locali, dalla gastronomia alla tecnologia.
Dodici serate in programma ogni Venerdì sera a partire dal 5 Luglio fino al termine dell’estate, dalle 19.00 alle 24.00. Il nostro obbiettivo è quello di rilanciare le tradizioni della Penisola e di restituire "luce e vita” al Porto di Sorrento, facendo conoscere ai cittadini ed ai turisti che interverranno, parte dell’immenso patrimonio culturale della nostra storia."
--ALI Associazione ONLUS---
lunedì 1 luglio 2013
___La leggenda di Niccolò o Cola Pesce____
A NAPOLI all'incrocio tra via Mezzocannone e via Sedile di Porto, c’è un bassorilievo incassato nel muro: è scolpita l’immagine di un uomo barbuto con un lungo pugnale nella mano destra. Fin dal '500 è considerata dai napoletani quella di Niccolò Pesce o Colapesce, famoso protagonista di una delle più intriganti e misteriose leggende napoletane.....
"Mi persi molte volte, fanciullo, con l'immaginazione nei fondi del mare che l'ardito esploratore frugava e per un pezzo mi rimase in un cantuccio dell'anima il fascino di quella figura e di quelle imprese".
Colapesce abitava i fondali tra Napoli e Messina e il re di Napoli, conoscendone le eccezionali doti, lo incitava spesso a scendere negli abissi per appagare le sue curiosità. Colapesce raccontò infatti al re di aver visto il fondo del mare coperto da coralli e disseminato da scheletri, carcasse e navi sommerse che celavano tesori. Risalì portando grandi quantità di gemme trovate in grotte e cunicoli scoperti sotto all'isolotto del Castel dell'Ovo e riferì inoltre di aver scoperto la Sicilia sorretta da tre immense colonne, di cui però una era spezzata.
Per percorrere queste grandi distanze sott'acqua Niccolò si faceva ingoiare da un enorme pesce e quando aveva raggiunto la sua meta gli tagliava il ventre per uscirne. Le sue perlustrazioni sembravano non avere limiti e anche quando gli venne chiesto di superarli accettò di buon grado, ma in tutte le versioni della sua leggenda, nonostante le sue incredibili capacità, pose fine alle sue immersioni da uomo, non riemergendo più. Il mito messinese lo vuole ancora sotto la Sicilia impegnato a sorreggere la terza colonna per impedire l'inabissamento di Messina. Un'altra versione racconta che l'imperatore Federico II volle sottoporlo a una gara mettendo in palio il matrimonio con la propria figlia. Invitato a recuperare gioielli buttati in mezzo allo stretto di Messina a profondità sempre più impegnative, Cola non riuscì più a risalirne. Secondo la leggenda napoletana invece il re fece sparare una palla di cannone chiedendogli di riportarla e Cola si lanciò in acqua e le nuotò dietro, senza fermarsi mai, per un attimo giunse anche a toccarla, ma all'improvviso, sollevata la testa in alto, vide sopra di lui le acque tese e ferme, che lo sovrastavano come un marmo sepolcrale e si ritrovò in uno spazio vuoto e silenzioso. Impossibile riafferrare le onde, impossibile ricominciare a nuotare.
Gli storici non sono concordi su una versione univoca, né sulla sua genesi e neanche sul periodo in cui sarebbe vissuto il pesce Niccolò, addirittura l'interpretazione mitica di Stendhal mette in relazione Niccolò con la figura di san Nicola di Bari, protettore del mare e attraverso il santo cristiano, col dio pagano Poseidon.
A Napoli l'immagine stessa è stata tramandata da un bassorilievo, visibile in via Mezzocannone e oggi conservato al Museo di San Martino, in cui Cola era rappresentato come un uomo villoso, con il lungo pugnale di cui si serviva per tagliare il ventre dei pesci in cui viaggiava. Il popolo ancora nel Seicento ne parlava come di un uomo selvaggio, marino, che ogni tanto riappariva per discorrere con i marinai e informarli delle scoperte che continuava a fare.
"Mi persi molte volte, fanciullo, con l'immaginazione nei fondi del mare che l'ardito esploratore frugava e per un pezzo mi rimase in un cantuccio dell'anima il fascino di quella figura e di quelle imprese".
Colapesce abitava i fondali tra Napoli e Messina e il re di Napoli, conoscendone le eccezionali doti, lo incitava spesso a scendere negli abissi per appagare le sue curiosità. Colapesce raccontò infatti al re di aver visto il fondo del mare coperto da coralli e disseminato da scheletri, carcasse e navi sommerse che celavano tesori. Risalì portando grandi quantità di gemme trovate in grotte e cunicoli scoperti sotto all'isolotto del Castel dell'Ovo e riferì inoltre di aver scoperto la Sicilia sorretta da tre immense colonne, di cui però una era spezzata.
Per percorrere queste grandi distanze sott'acqua Niccolò si faceva ingoiare da un enorme pesce e quando aveva raggiunto la sua meta gli tagliava il ventre per uscirne. Le sue perlustrazioni sembravano non avere limiti e anche quando gli venne chiesto di superarli accettò di buon grado, ma in tutte le versioni della sua leggenda, nonostante le sue incredibili capacità, pose fine alle sue immersioni da uomo, non riemergendo più. Il mito messinese lo vuole ancora sotto la Sicilia impegnato a sorreggere la terza colonna per impedire l'inabissamento di Messina. Un'altra versione racconta che l'imperatore Federico II volle sottoporlo a una gara mettendo in palio il matrimonio con la propria figlia. Invitato a recuperare gioielli buttati in mezzo allo stretto di Messina a profondità sempre più impegnative, Cola non riuscì più a risalirne. Secondo la leggenda napoletana invece il re fece sparare una palla di cannone chiedendogli di riportarla e Cola si lanciò in acqua e le nuotò dietro, senza fermarsi mai, per un attimo giunse anche a toccarla, ma all'improvviso, sollevata la testa in alto, vide sopra di lui le acque tese e ferme, che lo sovrastavano come un marmo sepolcrale e si ritrovò in uno spazio vuoto e silenzioso. Impossibile riafferrare le onde, impossibile ricominciare a nuotare.
Gli storici non sono concordi su una versione univoca, né sulla sua genesi e neanche sul periodo in cui sarebbe vissuto il pesce Niccolò, addirittura l'interpretazione mitica di Stendhal mette in relazione Niccolò con la figura di san Nicola di Bari, protettore del mare e attraverso il santo cristiano, col dio pagano Poseidon.
A Napoli l'immagine stessa è stata tramandata da un bassorilievo, visibile in via Mezzocannone e oggi conservato al Museo di San Martino, in cui Cola era rappresentato come un uomo villoso, con il lungo pugnale di cui si serviva per tagliare il ventre dei pesci in cui viaggiava. Il popolo ancora nel Seicento ne parlava come di un uomo selvaggio, marino, che ogni tanto riappariva per discorrere con i marinai e informarli delle scoperte che continuava a fare.
MARCELLO COLASURDO E LA SUA PARANZA LIVE ALL’EQUOBAR
LUNEDI' 1 LUGLIO 2013 – ORE 22.00 **
MARCELLO COLASURDO E LA SUA PARANZA LIVE ALL’EQUOBAR -SAN SEBASTIANO AL VESUVIO !!!!
Ingresso euro 3,00. Per informazioni info@equobar@gmail.co / 0815749320
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