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giovedì 16 febbraio 2012

SORRENTO, VALLONE DEI MULINI

Sorrento, affare immobiliare “Vallone dei Mulini” ecco come stanno le cose. L’Italia dei Valori svela il retrostante intreccio politico e chiarisce cosa può fare il Comune per salvare lo storico sito.


 Sulla vicenda immobiliare del “Vallone dei Mulini” che ha destato scalpore a Sorrento, ed in tutta Italia, insieme alla notizia della vendita del complesso “Villa Astor”, dopo tanto inutile ed insensato clamore e qualche intervento formale “a vuoto” di alcuni esponenti politici, anche di spicco, interviene l’Italia dei Valori, con una nota tecnica del responsabile in Penisola Sorrentina, l’avvocato contrattualista Giovanni Antonetti.
  “Dall’esame dei Pubblici Registi Ipotecari e Catastali, l’unica cosa importante e seria che si sarebbe potuta e dovuta fare immediatamente” si legge nel documento “risulta essere stato stipulato, in data 23 dicembre 2011 (e trascritto il 20 gennaio 2012 ai nn. 3.114/2.609), un contratto preliminare di compravendita, ricevuto dal notaio Iaccarino con il quale il solo Mariano Pontecorvo, già assessore ai lavori pubblici del Comune di Sorrento, si è obbligato ad acquistare, entro il termine massimo del 30 ottobre 2012, dagli attuali 8 comproprietari, eredi ed aventi causa della famiglia Mathieu, il complesso immobiliare sito in Sorrento, località alla Rupe-Vallone dei Mulini, composto da n. 8 particelle, tutte riportate nel catasto terreni, composto da un’area di 4.550 mq. oltre il fabbricato già adibito a Mulino.

Nella nota di trascrizione si specifica, inoltre, che oltre ad esserci problemi di usucapione su parte del fondo, l’intero complesso immobiliare è stato dichiarato di interesse culturale particolarmente rilevante dal Ministero, ai sensi della Legge 11 giugno 1922 n. 778 e ss. mm. ii., con Decreto dell’8 novembre 1927, e pertanto viene specificato che l’atto definitivo di vendita verrà denunciato al Ministero competente, e sarà presentato al Soprintendente del luogo ove si trova il bene, al fine di consentire l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello stesso, ovvero degli Enti Territoriali competenti, vale a dire Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Sorrento; viene poi concessa alla parte promittente acquirente la facoltà di accedere al fondo per rilievi e sopralluoghi, procedere ad accatastamenti relativi al fabbricato diruto (il mulino) e firmare gli accatastamenti e tutti gli atti che si rendessero necessari. Merita innanzitutto precisare” continua Antonetti “che nel contratto in oggetto fortunatamente non sono comprese ampie zone che compongo il Vallone dei Mulini, in quanto di proprietà pubblica, segnatamente del Comune di Sorrento, come la particella n. 119 del foglio di mappa n. 3.

 In questa strana vicenda politico/immobiliare, tutta in salsa provinciale sorrentina, ci sono poi da registrare due serie di dati, uno di ordine tecnico/giuridico e l’altro politico; quanto al primo, la cosa più importante per i cittadini è che scatterà (quando ci sarà e se mai ci sarà, l’atto di vendita) la prelazione a favore del Comune di Sorrento, e non vedo come l’Ente Comunale possa sottrarsi, come fatto nel caso di Villa Tritone a causa dell’elevatissimo importo, ad un spesa molto più alla portata come quella in parola, di circa 700mila euro; se invece il Comune dovesse rifiutare, tante cose verrebbero a galla, e sono curioso di vedere come si comporteranno, in Consiglio Comunale, i consiglieri di maggioranza, del Pdl, dell’Udc, e soprattutto della lista civica Il Ponte, guidata dal leader Pontecorvo.

 Passando, invece, ai rilevi di carattere politico, tante sono le domande da porsi. 


E’ mai possibile che la trattativa, che certamente andava avanti da mesi, sia stata condotta da chi era assessore comunale ai lavori pubblici, e che si è dimesso il giorno dopo (24 dicembre) la firma del contratto preliminare (23 dicembre), accampando motivazioni a cui nessuno aveva davvero creduto?

E’ mai possibile che con tre determine del Comune di Sorrento datate novembre e dicembre 2011 (le nn. 1378, 1379 e 1519) sono stati spesi oltre 33mila euro di soldi pubblici, di noi contribuenti, per la pulizia, illuminazione e messa insicurezza di questi immobili che, ora, si scoprono privati?

Il tutto accompagnato dalle roboanti dichiarazioni, testimoniate dalla stampa ed internet, del sindaco di Sorrento, dell’assessore provinciale Sagristani e del consigliere Apreda, con la dichiarata previsione, per il prossimo futuro, di stanziamento di fondi dalla Provincia di Napoli, per la pulizia dei costoni e dell’intera area.


 E’ bene che i cittadini sappiano, e si rendano conto, da chi sono amministrati e cosa fanno i loro rappresentanti. A mio modo di vedere, tutto ciò è al tempo stesso assurdo e vergognoso!!


FONTE: http://www.idvpenisolasorrentina.it

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