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lunedì 21 marzo 2011

CARDITELLO, UNA REGGIA STUPENDA DEVASTATA E MESSA ALL' ASTA



La reggia borbonica settecentesca nella piana aversana è circondata da discarche e sversatoi abusivi ed è stata depredata di camine, fregi, marmi, scalinate. Il rischio è che venga messa all'incanto, per 25 milioni di euro. E che venga venduta non si sa a chi. Il disinteresse della giunta Caldoro. L'appello di Italia Nostra a Napolitano. L'esempio di come in Italia marcisca un tesoro che, altrove, avrtebbe ben diverso destino

di FRANCESCO ERBANI repubblica.it


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LA REGGIA borbonica di Carditello, a pochi chilometri da Caserta, svetta nella piana aversana, circondata da discariche e attorniata dagli sversatoi abusivi in cui la camorra ha buttato rifiuti d'ogni specie. È in condizioni disastrose, ma il pericolo più imminente per questo capolavoro dell'architettura settecentesca non è che si stacchi ciò che resta degli affreschi di Jacob Philip Hackert oppure che i ladri si portino via, oltre ai camini e alle acquasantiere, già derubati, i fregi e i marmi delle scalinate. Il rischio è che Carditello venga venduta all'asta, al prezzo di 25 milioni (secondo un calcolo, 2,5 euro al metro quadro). E che venga venduta non si sa a chi. Ma non è difficile immaginare chi in questa piana, nel cuore di Gomorra, ha più soldi e tanto desiderio di gettarli in un'impresa pulita.
Reale tenuta di CarditelloDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: navigazione, cerca



 due Notizie storiche SULLA REALE TENUTA DI CARDITELLO (wikipedia.it)
 La Reale tenuta di Carditello, detta anche Real sito di Carditello oppure, con riferimento alla palazzina ivi presente, Reggia di Carditello, faceva parte di un gruppo di 22 siti della dinastia reale dei Borbone di Napoli posti nella Terra di Lavoro: Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Tenuta degli Astroni, Villa d'Elboeuf, Reggia di Portici, Villa Favorita, Palazzo d'Avalos nell'isola di Procida, lago di Agnano, Licola, Capriati a Volturno, Cardito, Reale tenuta di Carditello, Reale tenuta di Persano, Fasano di Maddaloni, Selva di Caiazzo, Sant'Arcangelo, Reggia di Caserta, San Leucio, Casino del Fusaro, Casino di Quisisana, Mondragone e Demanio di Calvi.

Questi siti non erano solo semplici luoghi per lo svago (soprattutto per la caccia) della famiglia reale borbonica e della sua corte, poiché, è importante sottolineare, che in alcuni casi costituivano vere e proprie aziende, espressione di imprenditoria ispirata dalle idee illuministiche in voga in quei tempi. Si citano per esempio gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio, la pesca al Fusaro, gli allevamenti della Tenuta di Persano e del Demanio di Calvi.




GUARDATE COME L'INCURIA DELL' UOMO HA RIDOTTO UNA DELLE REGGIE PIU' BELLE DEL MONDO:
















1 commento:

Anonimo ha detto...

Tristezza e indignazione !in Piemonte i luoghi di svago e caccia dei Savoia ottengono importanti sovvenzioni per il recupero e diventano luoghi di richiamo turistico e poli di attività anche culturali. il degrado del Sud ha dissolto anche il cuore della gente e sfregiato il suo passato ed ogni cosa che lo riguarda .
costanza castellano