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mercoledì 14 dicembre 2011

Consiglio di Stato: La Tessera del tifoso è illegittima!


ROMA - La tessera del tifoso, nelle forme in cui è ora previsto il rilascio, è illegittima in quanto può rappresentare una pratica commerciale scorretta. Lo indica il Consiglio di Stato - secondo quanto fa sapere il Codacons - che ha accolto l'appello presentato dalla stessa associazione e da Federsupporter contro una decisione del Tar del Lazio. "Il Consiglio di Stato - fa sapere l'associazione - ha accolto l'appello presentato da Codacons e Federsupporter contro la decisione del Tar del Lazio che nelle scorse settimane aveva respinto il ricorso avverso la tessera del tifoso presentato dalle due organizzazioni. Codacons e Federsupporter contestavano in particolare il fatto che per ottenere la tessera e, di conseguenza, abbonamenti e biglietti, i tifosi fossero costretti ad acquisire una carta di credito ricaricabile, circostanza che rischia di condizionare le scelte economiche dei tifosi/consumatori".
Il Consiglio di Stato, prosegue il Codacons, accogliendo l'appello, ha motivato sostenendo che"l'abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall'utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumò". Sulla base di queste motivazioni, conclude l'associazione, "i giudici del Consiglio di Stato ordinano al Tar del Lazio di fissare una nuova udienza e discutere nel merito il ricorso presentato da Codacons e Federsupporter, valutando quindi la sussistenza delle illegittimità denunciate dai due enti".
Fonte: Corriere dello Sport e areanapoli.it

giovedì 4 novembre 2010

Quando il tifo è gesto di cultura L'esempio degli ultrà della Cavese


Lanciano, 3 novembre 2010 - La tessera del tifoso è un provvedimento invisibile per alcuni. Più che visibile per altri. Fai il bravo? La subisci. Sei indisciplinato? La eviti. Eppure anche in tempi come questi, quando un Ivan Bogdanov qualunque ti tiene in scacco da solo uno stadio, capita di imbattersi in tifoserie temute dalla polizia. Ma illuminate da sani principi. E meno male.

Domenica si giocava Virtus Lanciano-Cavese, partita di Lega Pro Prima Divisione. Per disposizioni prefettizie, previste le chilometriche code e gli insopprimibili problemi di ordine pubblico (alla fine 1300 spettatori scarsi per un stadio che ne può contenere 6 mila....), i lancianesi potevano acquistare il biglietto della partita entro e non oltre le 19 di sabato. Detto, fatto: i civilissimi sostenitori frentani hanno rispettato la scelta. E i cavesi? Non era possibile acquistare il biglietto online e pare che le rivendite in Campania fossero 2 o 3. Una decisione, quella del prefetto, in pratica presa per scongiurare il loro arrivo in massa a Lanciano.

Fischio d'inizio alle 14.30 di domenica. Circa 500 persone in Curva Sud a sostenere il Lanciano. Nessun cavese dall'altra parte. Fino alle 14.35, quando circa 150 ultrà campani si sono sistemati senza colpo ferire in tribuna laterale scoperta, in mezzo a semplici tifosi con famiglie al seguito. Ovviamente non potevano aver acquistato 150 biglietti tutti dello stesso settore. Ma, visto che la Curva Nord era chiusa, perché non sistemarli in mezzo agli altri spettatori?

E qui si potrebbe parlare per ore della funzione della tessera del tifoso. E della grande contraddizione: il settore ospiti vuoto per far accomodare una tifoseria organizzata in tribuna laterale?

Comunque, e questa è la notizia, gli ultrà della Cavese non hanno assolutamente creato problemi all'interno dello stadio. Pur sorvegliati da 4 steward 4 e 6 poliziotti 6, i tifosi aquilotti hanno sostenuto la loro squadra per 90 minuti senza minimamente curarsi di cosa accadesse intorno a loro. Un atteggiamento maturo, da tifoseria intelligente, che in tempi come questi deve far riflettere. Il tifo non è un virus maligno da estirpare. E' un atto di fede e un gesto di cultura. Malgrado la tessera del tifoso, che ad oggi non serve assolutamente a nulla.

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