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giovedì 4 novembre 2010

Quando il tifo è gesto di cultura L'esempio degli ultrà della Cavese


Lanciano, 3 novembre 2010 - La tessera del tifoso è un provvedimento invisibile per alcuni. Più che visibile per altri. Fai il bravo? La subisci. Sei indisciplinato? La eviti. Eppure anche in tempi come questi, quando un Ivan Bogdanov qualunque ti tiene in scacco da solo uno stadio, capita di imbattersi in tifoserie temute dalla polizia. Ma illuminate da sani principi. E meno male.

Domenica si giocava Virtus Lanciano-Cavese, partita di Lega Pro Prima Divisione. Per disposizioni prefettizie, previste le chilometriche code e gli insopprimibili problemi di ordine pubblico (alla fine 1300 spettatori scarsi per un stadio che ne può contenere 6 mila....), i lancianesi potevano acquistare il biglietto della partita entro e non oltre le 19 di sabato. Detto, fatto: i civilissimi sostenitori frentani hanno rispettato la scelta. E i cavesi? Non era possibile acquistare il biglietto online e pare che le rivendite in Campania fossero 2 o 3. Una decisione, quella del prefetto, in pratica presa per scongiurare il loro arrivo in massa a Lanciano.

Fischio d'inizio alle 14.30 di domenica. Circa 500 persone in Curva Sud a sostenere il Lanciano. Nessun cavese dall'altra parte. Fino alle 14.35, quando circa 150 ultrà campani si sono sistemati senza colpo ferire in tribuna laterale scoperta, in mezzo a semplici tifosi con famiglie al seguito. Ovviamente non potevano aver acquistato 150 biglietti tutti dello stesso settore. Ma, visto che la Curva Nord era chiusa, perché non sistemarli in mezzo agli altri spettatori?

E qui si potrebbe parlare per ore della funzione della tessera del tifoso. E della grande contraddizione: il settore ospiti vuoto per far accomodare una tifoseria organizzata in tribuna laterale?

Comunque, e questa è la notizia, gli ultrà della Cavese non hanno assolutamente creato problemi all'interno dello stadio. Pur sorvegliati da 4 steward 4 e 6 poliziotti 6, i tifosi aquilotti hanno sostenuto la loro squadra per 90 minuti senza minimamente curarsi di cosa accadesse intorno a loro. Un atteggiamento maturo, da tifoseria intelligente, che in tempi come questi deve far riflettere. Il tifo non è un virus maligno da estirpare. E' un atto di fede e un gesto di cultura. Malgrado la tessera del tifoso, che ad oggi non serve assolutamente a nulla.

http://qn.quotidiano.net

lunedì 30 agosto 2010

CROTONE,ESORDIO CON BEFFA PER LA TESSERA DEL TIFOSO


CROTONE Vicenda particolare legata alla tessera del tifoso che in questa partita ha creato qualche grattacapo. Una ventina di tifosi del Padova che non avevano sottoscritto la tessera del tifoso infatti, si sono presentati regolarmente muniti di biglietti ai tornelli della curva nord. L’accesso al settore degli ospiti, come si sa, è subordinato al possesso della tessera del tifoso per cui è rimasto vuoto. Di contro nella curva nord, tifosi veneti e crotonesi si sono ritrovati gomito a gomito nella più perfetta legalità. L’imbarazzo delle forze dell’ordine davanti a questo inedita situazione è stato enorme al punto che circa un centinaio di tifosi sono stati fatti migrare dalla curva verso la tribuna. Per fortuna non esiste astio tra le due tifoserie al punto che molti tifosi rossoblu sono rimasti nel settore con i supporters avversari a pochi metri.

QUOTIDIANOONWEB.IT

giovedì 5 agosto 2010

Curva A: "Ci siamo, ma non ci tesseriamo". Ecco il volantino



"Non abbonarti, è un ricatto: ABBONATO SOLO SE TESSERATO". Distribuito in occasione dell'amichevole contro il Wolfsburg, un volantino ha spiegato i motivi per i quali un gruppo compatto di tifosi non accetta i principi che sono alla base della tessera del tifoso. Anticostituzionalità del provvedimento (art. 9), i presunti aspetti lucrativi della manovra e lo stadio quale luogo di festa e non un cinema o un supermercato dove fare la spesa. Una protesta civile, quella dei supporters azzurri, che vuole comunque rassicurare la squadra: "Ci Siamo, ma non ci Tesseriamo. CURVA A".

tuttonapoli.net