una storia, una notizia, o qualunque cosa valga la pena di essere raccontata



lunedì 16 marzo 2015

Il bimbo tra i due litiganti: ''Smettetela, voglio giocare''

Il bimbo tra i due litiganti: ''Smettetela, voglio giocare''

Quando si dice che un'immagine vale più di mille parole. Il senso del calcio, quello distante anni luce dal business, dal marketing, dalle creste colorate, dal razzismo e soprattutto dagli episodi di violenza dentro e fuori gli stadi, è riassunto in uno scatto in bianco e nero che arriva dalla Spagna. Che il calcio sia solo un gioco ce lo ricorda un bimbo di 5 anni chiamato Alejandro Rodriguez Macias. Il piccolo gioca nell'Union Vera - un club di Las Palmas de Gran Canaria - e in una recente partita si è trovato a dover fare da paciere tra l'arbitro dell'incontro e l'allenatore della squadra avversaria. I due adulti uno di fronte all'altro, impegnati in un'accesa discussione nonostante si trattasse di un match tra baby calciatori, e il minuscolo Alejandro in mezzo, con le braccia tese nel tentativo di separarli. Un gesto indimenticabile catturato dalla macchina fotografica di Ruben Lopez Estupiñán - uno dei papà in tribuna - e subito ripreso dai social network e dai media spagnoli.
(REPUBBLICA.IT)

venerdì 13 marzo 2015

ST.PAULI: Non established since 1910


Eat Sport - Sport Opinion Maker
 http://www.eatsport.net/

PUNK, PROSTITUTE ED ANTIFASCISMO: IL ST.PAULI NON È SOLO CALCIO.

Tifosi del St.Pauli allo stadio con l'immancabile Jolly Roger
Nato come polisportiva che comprende oltre al calcio anche squadre di rugby, football americano, baseball, pallamano e softball, il St.Pauli ha la propria sede nella zona del porto della cittadina del nord della Germania, vicino al quartiere a luci rosse Reeperbahn, ritenuto da molti come uno dei più pericolosi e famigerati dell’intero Paese. La storia calcistica non racconta di grandi successi sportivi e nemmeno di grande fama al di fuori del contesto cittadino, almeno fino agli anni 80, quando il punk, il comunismo e la prostituzione libera la facevano da padrone in Europa. In quegli anni il club passò dall’essere una piccola realtà calcistica che vivacchiava nelle serie minori, ad un fenomeno di culto, diventando col tempo la squadra più di sinistra del Mondo. Prostitute, spacciatori, criminali che vivevano e frequentavano il quartiere, divennero pian piano tutti tifosi del Kiezkicker e sulle tribune dello stadio andavano a radunarsi sempre più in massa gente che dalla società venivano considerati reietti e trattati come degli emarginati sociali. Bilanci e classifica con il tempo hanno perso importanza a favore di una filosofia che andò con gli anni sempre più a solidificarsi in tutti i tifosi: questo si capisce chiaramente già dal motto della squadra che campeggia sotto lo stemma“Non established since 1910” che tradotto in maniera libera sta a significare “Rifiutiamo tutto ciò che è sistema”, a conferma della non appartenenza di club e tifosi a quella società che la gente comune definisce normale.


Lo stadio di casa è il Millerntor-Stadion, così chiamato dal nome di una delle porte cittadine (Millerntor appunto) e ed è situato all’interno di Heiligengeistfeld, un’area famosa per il proprio luna park che si tiene tre volte all’anno vicino al quartiere di Reeperbahn sopra citato. L’impianto è considerato uno tra i più storici del calcio tedesco e riesce a fondere insieme sia lo stile vecchio e rude delle gradinate con i posti in piedi (volute espressamente dai tifosi stessi), sia tribune ultramoderne dotate di diversi comfort. La struttura non può essere una struttura convenzionale, come dimostrano i vari box all’interno dei quali si possono svolgere veri e propri spettacoli di striptease organizzati dai vari nightclub della città, i quali portano comunque all’interno delle casse del club ingenti somme di denaro. Nel corso degli anni però, questa caratteristica decisamente unica nel suo genere, ha trovato opposizione da parte di una fetta di tifoseria, la quale ha contestato l’eccessiva commercializzazione che si stava facendo del nome stesso del St.Pauli; la protesta ha portato alla decisione finale che questi spettacolini a luci rosse saranno interrotti nell’arco della gara, ma potranno ricominciare appena terminata la partita. Questi particolari box inoltre, riescono a convivere perfettamente con l’asilo nido presente all’interno del complesso e dove i genitori possono tranquillamente lasciare i figli durante lo svolgimento della partita.

Un’ulteriore conferma di non essere di fronte ad una squadra e a dei tifosi comune, arriva anche dalla bandiera che sventola ad ogni gara sugli spalti dello stadio, ossia il Jolly Roger, il classico vessillo piratesco su sfondo nero che come immagina ha un teschio con al di sotto due ossa incrociate. Gli stessi tifosi hanno spiegato l’origine di questa particolare adozione, avvenuta più di un ventennio fa, quando per scherzo, diversi squatter dei centri sociali l’hanno portato come simbolo del club, ma col tempo, invece che scomparire, si è diffuso sempre più, fino a diventare uno degli elementi caratteristici del St.Pauli. Negli anni è divenuto l’icona ufficiale del club che sta a significare la lotta dei poveri (St. Pauli), contro i ricchi (Bayern, Amburgo..), così come a suo tempo facevano gli stessi pirati quando nel Cinquecento partivano dallo stesso porto di Amburgo per solcare i sette mari.



La filosofia di sinistra di questo club si ritrova anche nel fatto che è stata la prima società a lanciare campagne anti omofobia e contro il razzismo, facendo già più di trent’anni fa quello che noi oggi siamo soliti vedere sui campi di calcio prima delle partite, non limitandosi però ad una raccolta fondi o alla lettura di un comunicato prestampato prima di una gara. L’impegno cosiddetto “sociale” però non si è fermato qui: nel 2006, in concomitanza con i Mondiali di Germania, proprio nella cittadina amburghese si è disputata la Fifi Wild Cup, organizzata dalla Federation of International Football Indipendents (Fifi) cui hanno partecipato diverse selezioni delle nazioni non riconosciute dalla Fifa. Per l’occasione il St.Pauli si è dichiarato “Repubblica autonoma” e ha messo le vesti di nazione ospitante; la competizione ha visto la partecipazione anche di Groenlandia, Zanzibar,Gibilterra, Tibet e Cipro Nord, con la vittoria di questi ultimi ai rigori in finale contro gli africani. Tra le altre manifestazione organizzate dal club ci sono stati anche un torneo per rifugiati politici e hanno disputato una partita amichevole contro Cuba per dimostrare la propria solidarietà nei confronti di Fidel Castro, sintomo anche questo di un chiaro schieramento politico sia di società, che dei fans.

Anche in Italia il culto St.Pauli è molto conosciuto ed apprezzato, specialmente da coloro che abbracciano la stessa linea politica di sinistra ed antifascista del club e ,allo stesso modo, i tifosi della squadra tedesca hanno un occhio di riguardo per il Belpaese, dimostrando più volte solidarietà tramite striscioni al movimento NO TAV, in ricordo di Dax (militante di un centro sociale aggredito ed ucciso a pugnalate nel 2003 a Milano per mano di due giovani neofascisti) e contro l’ex Premier Silvio Berlusconi. Inoltre a Marghera, località situata nel comune di Venezia, parecchi anni fa è nata una band di ska chiamatasi Talco che in un suo album ha dedicato una canzone proprio al St.Pauli: nel corso degli anni la band stessa ha raggiunto una notevole fama in Germania ed il brano, tradotto nella versione tedesca, è diventato una sorta di inno per i supporter dei Kiezkicker.


Ideologicamente parlando, o sei con il St.Pauli o sei contro il St.Pauli visto il chiaro schieramento politico di club e tifoseria, ma indubbiamente questo club negli anni ha saputo attirare le simpatie anche di coloro che la pensano in maniera radicalmente opposta, visto l’impegno profuso messo in qualsiasi iniziativa portata avanti e viste le tante piccole stravaganze che l’hanno resa celebre nel mondo calcistico e non solo. Bundesliga, Zweite Liga, Dritte Liga o Regionalliga non fa differenza: gli spalti del Millerntor-Stadion saranno sempre stracolmi, poiché questa non è solamente una squadra di calcio, ma un’idea, un credo da abbracciare, difendere e portare avanti indipendentemente dalla situazione di classifica o dalla situazione economica della società. Questo è il St.Pauli.

FONTE: EATSPORT




ST. PAULI
Talco


Sull'orlo di una strada una gara di follia contro il sipario amaro della xenofobia

canti d'agonismo e di emozioni da spartir, di cori lastricati di coscienza e d'avvenir.

Danzan sulla storia di giorni conquistati, figli della memoria, pirati a St Pauli.

Danzano sulla gloria di giorni conquistati, figli della memoria, banditi a St Pauli.



Cori a contrastare retorica e agonia dall'antro rifiorito qui nella periferia

canti lastricati di coscienza e d'avvenir nel baluardo lieto degli spalti a St Pauli.

Danzan sulla storia di giorni conquistati, figli della memoria, pirati a St Pauli.

Danzano sulla gloria di giorni conquistati, figli della memoria, banditi a St Pauli.



Sull'orlo di una strada una gara di follia contro il sipario amaro della xenofobia

canti lastricati di coscienza e d'avvenir nel baluardo lieto degli spalti a St Pauli.

Danzan sulla storia di giorni conquistati, figli della memoria, pirati a St Pauli.

Danzano sulla gloria di giorni conquistati, figli della memoria, banditi a St Pauli
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lunedì 9 marzo 2015

MY NAME IS SCACCIALAZANZARA. BYE- BYE FACEBOOK


Oggi il signor Facebook mi ha fatto "gentilmente" sapere che il mio nome account: "Scaccia la zanzara" non rispettava i loro parametri. Era inopportuno e offensivo e che quindi mi veniva negato l' accesso. Per riattivarlo dovevo iscrivermi come Giuseppe Scaccia la zanzara o al massimo mi veniva concesso l' utilizzo di Peppe Scaccialazanzara. Operazione che ho fatto solamente per comunicare al caro bimbo minchia che ha creato questo Social Network che consideravo anche io il suo nome inappropriato. Secondo i parametri attuali non può' chiamarsi più solo FACEBOOK, ma Mark FACEBOOK o al limite Marctiello FACEBOOK. Altrimenti facciamo sempre a chi figli e a chi figliastri.
Ah! un ultima cosa gli ho anche fatto sapere che da oggi non voglio essere più' un tipo Social.
Voglio spedire le cartoline, scrivere le mie emozioni su un foglio di carta. Rigorosamente a penna. Sviluppare le fotografie, e non postarle, parlare, discutere con le persone. Faccia a faccia.


Voglio essere insomma un tipo asociale e soprattutto chiamarmi e firmarmi come cazzo mi pare.

Statti bene Mark,
adesso però vattene gentilmente a fanculo. Stavolta l' hai fatta fuori dal vaso

COME PESCARE IL PESCE SABBIA */TRUCCHI DA PESCATORI







TRUCCHI DA PESCATORI:

Bisogna saper scegliere l' esca adatta, e legarla bene alla lenza.
Il segreto per pescare il pesce Sabbia e' tutto qui.


‪#‎scaccialapesca‬

UN GIORNO DA STATUA A PLAYA MELONERAS





Il mio primo giorno da Statua e' andato bene.
I bambini hanno apprezzato e di piccioni non se ne sono visti.

E qualche spiccio l' ho rimediato.

SORRENTO: UN MARE CHE SEDUCE PIU' DELLA MAYA DESNUDA

Cari spagnoli che al Museo del Prado vi atteggiate voi e questa Maya,
Goya puo' anche toglierle il vestito e dipingerla desnuda ma non riuscira' mai a renderla bella quanto Sorrento. E il suo mare.



(zzzZ)

7 FEBBRAIO, MADRID è Rojiblanca




Oggi ho imparato 4 cose:

1. Il Real e' come la Juve (ruba uguale).
2. Cristiano Ronaldo e' nu' scem ed e' la uallera di Arda Turan.
3. il Cholo Simeone ha due cojones grossi cosi'.
4. Madrid e' solo Rojiblanca.

Ps Chi non salta madrinista e'...
Ah e dimenticavo: "Iker, Iker, Iker.."



sabato 07 febbraio 2015
Liga Atletico-Real 4-0: il derby di Madrid 
è di Simeone
Partita perfetta per il Cholo e i suoi uomini che si portano a -4 dalla capolista e riaprono il discorso Liga: a segno Tiago, Saúl, Griezmann e Mandzukic

ROMA - In riva al Manzanarre il Cholo compie l’ennesimo capolavoro tattico della sua carriera e travolge il Real per 4-0 nel derby di Madrid, riaprendo la Liga. L’Atletico aggancia il Barcellona a 50 punti – in attesa della sfida dei blaugrana, impegnati domani nella trasferta di Bilbao – e si porta a -4 dalle merengues. Di Tiago, Saúl, Griezmann e Mandzukic le reti. Real mai in partita.
LE SCELTE - Carlo Ancelotti lancia dal 1’ in difesa Varane-Nacho, per sopperire alla mancanza di Sergio Ramos e Pepe. I due, insieme, hanno giocato solamente poco più di 400 minuti. Fuori anche James Rodriguez, dopo la frattura del quinto metatarso del piede destro. Ne avrà per circa sei settimane. Davanti spazio alla BBC, Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo. Dalla parte opposta, Simeone lascia Torres in panchina e si affida alla coppia Mandzukic-Griezmann.

BUIO REAL - Il primo campanello di allarme per l’insolita difesa del Real – fuori anche Marcelo per squalifica – suona al 5’ con l’incursione dalla destra di Arda Turan che, però, viene stoppata da Fabio Coentrao. Al 10’ prima tegola per Simeone. Koke è costretto a lasciare il campo per un probabile stiramento: spazio al canterano Saúl, da sempre considerato il vice Koke dal ‘Cholo’. Al 14’ il primo boato del Vicente Calderon, l’Atletico passa in vantaggio con Tiago che lascia partire da fuori area un destro non impossibile, ma Casillas per un attimo dimentica di essere il portiere della squadra campione d’Europa e del Mondo. Nemmeno il tempo di somatizzare il colpo subito e il Real è già sotto per la seconda volta, proprio con il nuovo entrato Saúl, straordinario nel capitalizzare con un’acrobazia il traversone dalla sinistra di Siqueira. In panchina si gioca un’altra sfida, quella tra Ancelotti e Simeone. Il primo è di pietra, il secondo sfoga tutta la sua gioia insieme al ‘Mono’ Burgos. Il Real è bloccato, parecchi gli errori in fase di impostazione da parte di Nacho. Nessun pallone arriva tra i piedi di Bale o Cristiano Ronaldo. Primi 25’ a senso unico. Kroos si becca un giallo dopo un duro e superfluo intervento nei confronti di Griezmann, Isco perde palla in mezzo al campo. Due fotografie che rendono l’idea della difficoltà delle merengues. Il primo brivido per l’Atletico – se di brivido si può parlare – arriva al 32’ con il sinistro dalla distanza di Benzema, prontamente deviato da Miranda. Qualche minuto dopo arriva la prima polemica dei colchoneros per un fallo di mano di Khedira in area di rigore, ma il direttore di gara non fischia e lascia continuare il gioco. Negli ultimi minuti della prima frazione aumenta la pressione degli undici di Ancelotti. L’unico risultato prodotto è uno sfortunato cross di Bale che serve a poco.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa Ancelotti tenta di dare più peso all’attacco, togliendo Khedira e mettendo Jesé, a segno nel recupero di mercoledì contro il Siviglia. Ma il copione scritto nel primo tempo trova ulteriori elementi di continuità. È Griezmann che sfiora in due occasione il terzo gol, quello del ko. Sfruttando un errore difensivo prima, con una rovesciata poi. Poco dopo è Tiago che non riesce a schiacciare di testa e sotto porta un traversone dalla destra. La macchina da guerra dell’Atletico è sempre in totale controllo e stavolta al Real non aiutano neanche le invenzioni di uno degli ultimi geni del XXI secolo, Cristiano Ronaldo, che gioca un match a parte come tutta la sua squadra. Al 67’ arriva – giustamente – la terza rete. Saúl, defilato sull’area sinistra dell’area di rigore, spizza di testa un pallone al bacio di Arda Turan: per Griezmann, tenuto in gioco da Carvajal, bucare la porta di Casillas è un gioco da ragazzi. Le ultime due carte di Ancelotti sono Illarramendi e il ‘Chicharito’ Hernandez, che sostituiscono Isco e Benzema. Spazio anche al ‘Niño’ Torres, che concede così la giusta standing ovation al francese, capocannoniere dei colchoneros. Nei minuti finali Simeone si erge a condottiero, caricando il Vicente Calderon. Alla festa si iscrive anche Mandzukic, portando il risultato sul definitivo 4-0. Il derby di Madrid, quest’oggi, è tutto biancorosso.

http://www.corrieredellosport.it/