una storia, una notizia, o qualunque cosa valga la pena di essere raccontata



Visualizzazione post con etichetta CASTELLAMMARE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CASTELLAMMARE. Mostra tutti i post

lunedì 20 dicembre 2010

CAPODANNO A CASTELLAMMARE, LO SCERIFFO BOBBIO VIETA IL BRINDISI IN PIAZZA...

Castellammare di Stabia (Na) – Ancora un divieto da parte del sindaco Bobbio nei confronti dei suoi concittadini. Gli stabiesi, a differenza di tutti gli altri cittadini, non d’Italia, ma del mondo, dovranno rinunciare al brindisi in piazza per dire addio al 2010 e dare il ben venuto al 2011.
Questa misura è solo l’ultima delle tante attuate dall’amministrazione stabiese che hanno suscitato polemiche, a cominciare dal famoso divieto di girare in minigonna per le strade cittadine. Ad onor del vero, va precisato che l’ordinanza vieta l’uso di bottiglie di vetro in strada, ma considerato che lo spumante in bottiglie di plastica ancora non lo vendono, è chiaro che il Brindisi all’aperto sarà impossibile. Superfluo dire che i commercianti ed i locali della zona non sono felici del provvedimento, così come i vigili urbani che durante la vigilia di Natale e di Capodanno, avranno ancora più lavoro da fare.
Vincenzo BOrriello http://www.napolimag.it

domenica 24 ottobre 2010

Castellammare: stop alle minigonne, agli alcolici e alle partite di pallone in strada


Roma, 21 ott. (Apcom) - No alle minigonne e alle scollature, guai a chi dice le parolacce. Il Galateo del buon cittadino potrebbe diventare legge a Castellammare di Stabia. Il nuovo Regolamento di polizia urbana vieta, appunto, di "giocare a pallone, aggirarsi, sostare o sdraiarsi in costume da bagno o, in ogni caso, a torso nudo o abiti assai succinti". Ma anche di "proferire, in luogo pubblico o aperto al pubblico, bestemmie o frasi offensive per il rispetto e la pietà altrui, nonché abbandonarsi al turpiloquio o ad atti in ogni caso offensivi della decenza e della morale". La notizia è stata diffusa dal sito di informazione Metropolisweb.it.

Dell'iniziativa si è fatto promotore lo stesso sindaco di Castellammare Luigi Bobbio, che vuole contrastare i comportamenti dei "riottosi, ribelli o più semplicemente maleducati". Le sanzioni saranno salate: da un minino di 25 euro ad un massimo di 500 per una gonna un po' troppo sopra al ginocchio o una parola poco elegante urlata attraverso il finestrino dell'automobile.

Anche la vendita degli alcolici sarà regolata. Ai minori sarà sempre vietata in qualunque orario. Per i maggiorenni, invece, il divieto scatterà a partire dalle 22.

martedì 19 ottobre 2010

SORRENTO, IL BUSINESS DELLE SCOMMESSE DEL BOSS CAROLEI


Anche a Sorrento come a Castellammare era il boss Carolei a muovere i fili dell’organizzazione, ed era sempre lui, secondo la Dda, ad autorizzare le giocate più rischiose. Non a caso, sia Bonifacio e sia Scannapieco(titolare agenzia Viale Nizza), erano costretti a rapportargli qualsiasi movimento prima di darne il via libera. E nessuno dei gestori dei centri coinvolti era autorizzato a trasgredire gli ordini del capo. Soprattutto nei rapporti con gli scommettitori “registrati” sui conti correnti sommersi nei quali Carolei annotava i movimenti “dare-avere” in maniera meticolosa. Nel caso i “clienti” non riuscivano a saldare nei tempi previsti il debito, era il capo ad avviare la strategia del terrore in nome dell’organizzazione criminale. Insomma, secondo l’Antimafia, il reggente dei D’Alessandro era il collante di tutti i centri Intralot riconducibili all’organizzazione di Scanzano, “tutti inseriti in un unico contesto associativo ed accomunati dallo stesso programma criminoso”. Una rete di agenzie “legate da un rapporto di mutualità e comunione d’interessi”. In particolar modo Avallone e Scannapieco - scrivono i giudici - si occupavano come capi promotori direttamente dell'attività di raccolta delle scommesse clandestine sugli incontri sportivi e di tenere la relativa contabilità. Anche Antonio Pasqua, 36enne di Sorrento, aveva iniziato ad avere un ruolo apicale nel “bancare” le scommesse, decidendo secondo le direttive di Carolei quali giocarle tramite il sistema lecito (smistandole a Intralot) e quali giocare clandestinamente. Ma anche lui doveva dar conto all’unico, vero, organizzatore dell’affare scommesse.

IL METROPOLIS

domenica 17 ottobre 2010

SORRENTO, LA RICEVITORIA DI VIALE NIZZA “BANCAVA SCOMMESSE PER MIGLIAIA DI EURO



Guadagni da capogiro. Dall’ inchiesta dell’ Antimafia sul giro di scommesse clandestine tra Castellammare e Sorrento è uscito uno scenario raccapricciante. Denari a fiumi giocati nei centri di scommesse INTRALOT, tre nella città delle Terme (Via Pioppaino, Piazza Spartaco, Piazza Giovanni XXIII) e uno a Sorrento (VIALE NIZZA). Sale dove c’è il trucco delle “cartelline”. Una sorta di doppio registro delle scommesse. Se lo scommettitore ha buone possibilità di vittoria viene inserito sul Canale INTRALOT, altrimenti finisce nella “cartellina” dell’ associazione criminale che ha molte possibilità di guadagnare con la cosiddetta “bancata”. Gente comune – anche professionisti - che punta migliaia di euro, fa debiti , accetta assegni “girati” molte volte. Scommesse fatte anche al telefono o via Sms. Mandano messaggi i giocatori ”Italia da 1000”, “Man UTD Villareal GOL-Liverp. Barca over da 200”. Non è regolare, ma gli scommettitori hanno conti aperti con l’organizzazione. Periodicamente si incassano le vincite o si pagano i debiti. Ma perché rivolgersi a un circuito criminale per scommettere? Questione di contabilità. L’ organizzazione criminale accetta – anzi preferisce – pagamenti in assegni girati più volte anche rubati, per cui è difficile risalire all’ origine dell’emissione. E paga i vincitori con gli stessi assegni. E in più dilaziona i pagamenti a tutti coloro che non possono fare a meno di scommettere ma non hanno soldi. Comunque con una scadenza per il rimborso, altrimenti partivano le telefonate e le minacce: " Ti stai mettendo con lo sbaglio assai..Però il compare si scoccia all'improvviso lo sai.. Così possono venire più assai i problemi e poi non andiamo bene, Hai capito.??".
REPUBBLICANAPOLI.IT

venerdì 15 ottobre 2010

BLITZ DELLA FINANZA CONTRO LE SCOMMESSE CLANDESTINE, TRA GLI ARRESTATI CRISTIAN BIANCONE AVREBBE TRUCCATO JUVE-STABIA-SORRENTO


NAPOLI (15 ottobre) - I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito in nottata un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli a carico di 25 persone, ritenute affiliati o fiancheggiatori dei clan camorristici D'Alessandro ed Afeltra-Di Martino, attivi nella zona di Castellammare di Stabia.

Le persone fermate sono tutte indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata all'elusione delle misure di prevenzione patrimoniale, esercizio di scommesse clandestine, usura, estorsione e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Nel corso delle indagini, effettuate dal 2008 ad oggi, i carabinieri hanno ricostruito le dinamiche camorristiche dell'area stabiese, delineando gli organigrammi dei clan ed individuando i canali di arricchimento dei sodalizi nell'usura, estorsioni e gestione, tramite prestanome, di centri scommesse, nonchè di un sito telematico per l'esercizio abusivo di scommesse e giochi d'azzardo.

Tra le persone fermate nell'operazione dei carabinieri contro i clan stabiesi c'è l'ex attaccante dell'Avellino Cristian Biancone, 33 anni, che in passato giocava nel Sorrento: è accusato di aver truccato la partita Juve Stabia-Sorrento del 5 aprile 2009 per agevolare il clan camorristico dei D'Alessandro, che gestiva un giro di scommesse clandestine. L'incontro terminò 0 a 1. Secondo l'accusa, Biancone convinse anche il portiere, Vitangelo Spadavecchia, a falsare il risultato; in cambio, Spadavecchia, che è indagato a piede libero, ricevette, secondo l'accusa, 25.000 euro. Spadavecchia giocò soltanto nella partita di ritorno.

Nell'operazione dei carabinieri contro i clan della zona di Castellammare di Stabia sono state fermate anche un'avvocatessa del foro di Torre Annunziata, accusata di usura ed estorsione, e la moglie di un militare della guardia di finanza, accusata di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. Quest'ultima gestisce quattro centri scommesse che sono stati sequestrati. I clan si arricchivano anche grazie alla coltivazione estensiva di marijuana sui Monti Lattari. L'ordine di fermo è stato emesso dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo.

Cristian Biancone, il calciatore di 33 anni
, fermato questa mattina dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta contro i clan stabiesi, dopo aver giocato nella stagione 2009-2010 nell'Avellino in serie D era attualmente svincolato. Nel corso dell'ultima stagione ha subito diversi infortuni che ne hanno condizionato negativamente il rendimento. Alla fine della stagione il contratto si è risolto e Biancone attualmente era senza squadra. I fatti per i quali è stato fermato riguardano la sua permanenza nel Sorrento Calcio.

ilmattino.it