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giovedì 11 novembre 2010

Domani la cultura chiude e protesta contro i tagli del governo


e li conducono a una morte certa nel giro di un biennio. Di fronte a un ministro come Tremonti che in finanziaria non si è preoccupato di investire risorse nel patrimonio artistico, naturale e storico che produce benessere, occupazione, economia attiva e turismo, i direttori delle istituzioni più famose in Italia hanno deciso di reagire.

Con una clamorosa iniziativa: “Porte chiuse, luci accese sulla cultura” è promossa da Federculture e dall’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, con il sostegno del Fai e sta raccogliendo un’ampia adesione da parte di amministrazioni locali di diverso orientamento politico, aziende e associazioni di settore, tutte ugualmente colpite dalla scure dell’ultima manovra varata dal governo, il dl 78/2010 convertito in legge 122/2010. La mobilitazione è quindi trasversale, percorre tutta la penisola, da piazza san Marco alla Valle dei Templi di Agrigento, e abbatte i confini delle discipline: cinema, danza, arte e musica si “negheranno” per un giorno agli spettatori nella speranza di colpire l’opinione pubblica e di aprire un varco nel muro eretto dal governo contro “la cultura che tanto non si mangia”, come ha affermato Tremonti con una infelicissima battuta.


ilmanifesto.it

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