una storia, una notizia, o qualunque cosa valga la pena di essere raccontata



lunedì 18 settembre 2017

Carlos Caszely E LA CRAVATTA ROSSA

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Nel 1985 Carlos Caszely attaccante della ROJA, insieme ad altri sportivi cileni venne invitato ad un incontro con Pinochet.
Carlos si presentò al dittatore indossando provocatoriamente una vistosissima cravatta rossa. Pinochet vedendolo sobbalzo' e gli disse irritato:
" Lei, con quella cravatta rossa! Non se ne separa mai eh? ".

Caszely guardandolo negli occhi rispose:
" Mai presidente, la tengo sempre vicina al mio cuore. "


E il dittatore, facendo il gesto di una forbice esclamò :
" Gliela taglierei qui e adesso quella maledetta cravatta rossa. "

(Carlos Caszely "il re del metro quadro" che con una cravatta rossa sfidò il regime di Pinochet)

#AllendeSiempre

PENSIERI SPARSI

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Le barche mi sono sempre piaciute, ma più che le barche mi hanno sempre attirato i nomi che portano, perché raccontano storie,aneddoti, tradizioni di famiglia e di mare.

(ZZz)



PERCORSI ALTERNATIVI: IL CASTELLO DI LETTERE....

Gli amalfitani per difendere il loro territorio costruirono sul confine napoletano il castello militare di Lettere. Poi a turno vi soggiornarono Normanni, Svevi , Angioini ed Aragonesi. Un castello dove si respira storia ed è facile perdersi nell'incanto.
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venerdì 17 marzo 2017

Ippolito Cavalcanti, e la RICETTA DELLE ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE


Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, cuoco e letterato nacque il 2 settembre 1787 e morì a Napoli, con molta probabilità nel 1859. La sua famiglia, di antica nobiltà fiorentina e calabrese  discendeva direttamente dal famosissimo Guido Cavalcanti, amico di Dante e poeta dei dolce stíl novo.
Grandissimo appassionato di cucina, Ippolito dedicò tutta la sua vita a ricercare e a trascrivere tutte le ricette del Regno delle due Sicilie, che raccolse nel libro:
“Cucina teorico pratica”, un opera scritta con stile semplice e immediato che venne pubblicata per la prima volta a Napoli nel 1837. 


Il Duca suddivise il manuale in due parti, compiendo un itinerario attraverso i diversi ceti sociali, fatto assai inusuale al tempo.
La prima sezione venne redatta in lingua italiana, per nobili e ricchi borghesi.
La seconda fu scritta in dialetto napoletano, per il popolo e la borghesia che usava il dialetto quale linguaggio quotidiano.
Ippolito, oltre alle varie ricette, aggiunse in dialetto napoletano anche dei piatti per le ricorrenze importanti dell’anno: Natale, Capodanno, Pasqua ecc.



Ippolito Cavalcanti fu il primo a mettere per iscritto la ricetta originale delle Zeppole di San Giuseppe:


Zeppole
di Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino

Miette ncoppa a lo ffuoco na cazzarola co meza caraffa d’acqua fresca, e nu bicchiere de vino janco, e quando vide ch’accomenz’a fa lle campanelle, e sta p’ascì a bollere nce mine a poco a poco miezo ruotolo, o duje tierze de sciore fino, votanno sempre co lo laniaturo; e quanno la pasta se scosta da tuorno a la cazzarola, allora è fatta e la lieve mettennola ‘ncoppa a lo tavolillo, co na sodonta d’uoglio; quanno è mezza fredda, che la puo’ manià, la mine co lle mmane per farla schianà
si per caso nce fosse quacche pallottola de sciore: ne farraje tanta tortanelli come sono li zeppole, e le friarraje, o co l’uoglio, o co la nzogna, che veneno meglio, attiento che ta tiella s’avesse da abbruscià; po co no spruoccolo appuntuto le pugnarraje pe farle suiglià, e farle
venì vacante da dinto; l’accuonce dinto a lo piatto co zuccaro, e mele.
Pe farle venì
chiù tennere farraje la pasta na jurnata primma.”

Tra le tante ricette presenti nella “Cucina teorico pratica” ricordiamo anche:
ed in più tanti metodi e tecniche come ad esempio:
  • come cuocere i frutti di mare;
  • come riempire un pollo;
  • come pulire i funghi.

FONTI:
WIKIPEDIA.IT
TACCUINI STORICI
http://www.ristorazioneconruggi.com

ZANZAPENSIERI



Guardo le nuvole:
"Chissà da dove arrivano. "
Guardo le onde:
"Chissà dove andranno. "


Nuvole e onde, simboli di libertà, ma che per viaggiare hanno bisogno di restare attaccati al cielo e al mare.

(Z

AMALFI ( VENUTI DA MELFI).



AMALFI ( VENUTI DA MELFI).


Una famiglia romana si lascia convincere dall' imperatore Costantino I a trasferirsi a Costantinopoli. Partiti con la prima nave disponibile giungono in Puglia, ma nel mare di Brindisi vengono sorpresi da una tempesta e sono costretti a tornare indietro fino in Sicilia. Trovano ospitalità da alcuni amici a Ragusa. Dopo qualche tempo la famigliola romana risale la penisola e arriva in Basilicata, qui si ferma e fonda la città di Melfi. In Basilicata l'aria è buona e si sta bene, ma una parte della famiglia decide di raggiungere le coste campane e si stabilisce in un luogo incantevole incastrato tra i monti e il mare, che chiameranno AMALFI (venuti da Melfi).

(zZz)

ZANZAPROPOSTE: Parlamento di quartiere



Parlamento di quartiere, ecco una cosa che mi piacerebbe venisse introdotta a Sorrento. Cioè un luogo dove i rappresentanti del rione (eletti democraticamente ) si possano riunire per occuparsi dei problemi della loro zona (buche, raccolta differenziata, manutenzione ordinaria, viabilità, fermata bus etc). Sono certo che oltre ad essere un utile strumento di "pressione " verso l'amministrazione "centrale ", il parlamento di quartiere possa anche far aumentare la partecipazione politica dei cittadini.

Iniziamo a cambiare il nostro rione e poi cambieremo anche la città.

(zZz)